Bullismo sotto processo
Simulare un processo per atti di cyberbullismo e farvi assistere le prime classi dell'Istituto è stata l'iniziativa proposta dalla prof.ssa Romualdi, referente nella Scuola per salute e bullismo, la quale, con la collaborazione di una delle insegnanti di diritto (prof.ssa Siegato) e di tre avvocatesse del Foro di Venezia (avv. Bartolucci, Speziali e Poppa) ha ricostruito un'aula giudiziaria nell'ambiente scolastico.
Tutti i protagonisti della scena processuale sono stati rappresentati: il giudice; il pubblico ministero impegnato a sostenere l'accusa; l'avvocato di parte civile, che chiedeva un risarcimento a favore della parte offesa, un'alunna dell'Istituto, la quale ha interpretato la ragazza vessata dal compagno di scuola; l'imputato, impersonato da un altro studente, che proclamava con determinazione la sua estraneità ai fatti e infine il difensore di quest'ultimo.
Non sono mancati i testi, interrogati da P.M. e avvocati: due amici della vittima e del presunto responsabile degli atti di bullismo, ma anche il padre della giovane (prof. Genovese) che ha riferito delle conseguenze psico-fisiche subite dalla "figlia" e l'ufficiale della Polizia Postale (prof. Andreotta) che ha illustrato i risultati delle indagini effettuate.
La sentenza di condanna è stata ascoltata con realistica trepidazione dai presenti, sempre attenti e partecipi, ai quali il Giudice, alla fine, ha raccomandato di uscire dal tribunale (improvvisato) con il proposito di non rientrarci mai come imputati.
S. Siegato




